Un gruppo di amici provenienti da diverse realtà territoriali di volontariato,con esperienza ventennale, decidono di unirsi una sera, animato da uno spirito altruista venuto fuori dall’esperienza della frana che colpì il territorio di Sarno nel 1998 e che aveva lasciato in loro un segno indelebile per seguire gli obbiettivi prefissati fin da quando hanno indossato la loro prima divisa.
Il giorno 14 di Marzo dell’anno 2017 decidono di continuare con lo stesso spirito e idee di allora, facendo nascere una nuova associazione di volontariato; la Pubblica Assistenza Città di Angri.Il nostro obbiettivo è essere utile al prossimo,mettendo a disposizione le conoscenze e le competenze acquisite negli anni nell’ambito delle attività della protezione civile.

La Pubblica Assistenza Città di Angri conta al suo interno circa 30 volontari con diverse competenze in diversi ambiti, quali antincendio boschivo, primo soccorso sanitario, progettazione sociale, tutela ambientale, formazione di protezione civile, radiocomunicazione in emergenza.
La Pubblica Assistenza Città di Angri è riconosciuta dal registro regionale del volontariato e iscritta nell’elenco territoriale della protezione civile della regione Campania e all’albo delle associazioni del Comune di Angri.

 

I Nostri Obiettivi

L’associazione nell’ambito del Volontariato di Protezione Civile si prefigge di tutelare e salvaguardare la vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni e dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, catastrofi ed altri eventi connessi all’attività umana e a tale scopo si prefigge di svolgere opera di previsione, prevenzione e soccorso.

Il Nostro Ruolo

Con lo sviluppo nell’ultimo decennio, di una cultura della protezione civile intesa non più soltanto come soccorso ma, principalmente, come attività di previsione e prevenzione delle calamità, si è anche rafforzato e valorizzato il ruolo del volontariato nella protezione civile.

Il dato saliente è il passaggio dalla considerazione del volontariato individuale, alla presa d’atto del ruolo determinante delle associazioni di volontariato.

Oggi comunque, non si può certo dire che tutte le associazioni abbiano strutturato gruppi di intervento professionalmente capaci ed autosufficienti, né che tutte siano giunte allo stesso grado di capacità operativa; ma è indubbio che nel complesso, il volontariato di protezione civile, organizzato dalle molte associazioni esistenti, è una grande forza, sia sul piano numerico che in quello della qualificazione professionale e della capacità di intervento, tale da porre il volontariato allo stesso livello delle altre componenti istituzionali della protezione civile.

Non a caso l’art.11 della legge 225/92 sancisce che le organizzazioni di volontariato fanno parte delle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile. Nello stesso tempo, però, non possono e non devono sostituire le istituzioni.

E’ inutile precisare che sono considerate associazioni di volontariato di protezione civile quelle associazioni liberamente costituite da volontari con fini solidaristici e senza scopo di lucro, anche indiretto, e che svolgono o promuovono attività di previsione e prevenzione e soccorso in occasione di calamità naturali o indotte, nonché attività di formazione alla coscienza di protezione civile.

L’aspetto più importante è, ovviamente, quello del fine di solidarietà, e della sua traduzione operativa nella caratteristica della gratuità, dell’assenza del fine di lucro individuale e collettivo.

La protezione civile è, in qualche modo infatti, il punto più alto e di sintesi della solidarietà, in quanto è solidarietà verso un’intera comunità, colpita da un fatto grave e violento come la calamità e chiama a raccolta doverosa tutte le energie della comunità, nessuna esclusa e al massimo delle capacità.

Questo vale con evidenza nell’emergenza, ma vale anche nella fase di previsione e prevenzione: che è, appunto, conoscenza attenta ed armoniosa della propria realtà territoriale, che non può non tradursi in rispetto e impegno attivo di tutela e valorizzazione.

Il volontario è da ritenere elemento insostituibile nell’organizzazione della protezione civile e proprio perché presta la sua opera in maniera del tutto gratuita, mettendo a disposizione della collettività la propria professionalità ed il tempo libero, è bene che il suo ruolo sia esaltato e ben identificato anche nell’essere facilmente individuato indossando uniformi di foggia (compresi emblemi e distintivi) non confondibili con altre forze che sono sì quelle “istituzionali” quali vigili del fuoco, forze armate, forze di polizia, corpo forestale dello stato ecc., ma che per questo lavoro percepiscono un regolare stipendio dall’amministrazione dello Stato. Pertanto il cittadino che vuole diventare volontario deve curare la sua preparazione professionale e morale poiché, se ben preparato ed addestrato, rappresenta la forza di protezione civile locale di più immediato intervento proprio perché vive sul posto e conosce il territorio e l e genti da soccorrere.

Essere volontari è una scelta felice. Non si timbra il cartellino, non importa se e per quante ore in un mese o in un anno: donare se stessi agli altri è ogni volta una pagina nuova.